L’antico complesso architettonico del Tempio Shaolin è costituito da 7 sale principali sul suo asse, fiancheggiato da diversi edifici su ogni lato. Si estende su 160 metri di larghezza per oltre 360 ​​metri di lunghezza, ricoprendo un’area di 57600 mq. Si tratta dunque di un vasto complesso architettonico estremamente affascinante da numerosi punti di vista: storico-archeologico e artistico.
Davanti al cancello principale del Tempio scorre il fiume Shao-xi, mentre una foresta d’altissimi pini secolari, lo avvolge e lo protegge. Questa cornice naturale ispirò Ba-tuo a chiamare il Tempio “Shao-lin”, due caratteri cinesi che costituiscono in realtà la forma abbreviata della frase “Nella profondità della foresta che si sviluppa sulla collina Shao-shi.”
La corte abitabile
La “Corte abitabile”, circondata dalle antiche mura rosse, è la costruzione principale del Tempio e copre una superficie di 30 mila metri quadrati. La disposizione interna della “Corte abitabile”, costituita di costruzioni simmetriche ai due lati di un’asse centrale è caratteristica dell’architettura sacra dei templi buddhisti cinesi. Sebbene lo stile architettonico sia cinese, possiede anche un tocco della cultura Indiana, perciò come molti altri templi della Cina, potrebbe essere facilmente scambiato per un Tempio Hindu, pieno di divinità simili a quelle del pantheon Indiano.
Il portone di ingresso
L’entrata del tempio costruita nel 1735, durante il regno dell’Imperatore Yong-Zheng della dinastia Qing, consiste di un portale a due battenti, disposto su un terrazzo di mattoni alto due metri, raggiungibile con una scalinata centrale di quindici gradini, ai piedi della quale, su entrambi i lati sui lati, sono situate due colonne alte un metro e mezzo, sormontate dalle grandi effigi in pietra di due leoni cinesi.
Il portale è sovrastato dall’iscrizione “Shao lin Si”(Tempio Shaolin), su cui l’imperatore Kang-Xi nel 1704 scrisse: “Kang-Xi Yu Bi Zhi Bao” (l’imperatore Kang-Xi ha favorito il tempio scrivendo di persona in questo luogo).In accordo alla “Storia del tempio Shaolin”, questa tavola precedentemente era esposta di fronte alla porta della “Sala dei Re Celesti” (Tianwang dian).
Ai lati dell’entrata principale ci sono altre due piccole entrate, costruite nel periodo della dinastia Ming. le pietre orizzontali delle entrate secondarie sono abbellite dai bassorilievi di due leoni che giocano con palle di seta e due fenici che salutano il sole, decorazioni di moda nella dinastia Ming.
Sulla parte occidentale dell’arcata esterna c’è un’iscrizione orizzontale che afferma: “Fondato da Ba-Tuo” e un’altra iscrizione lì vicino afferma: “luogo santo del Mahayana”. L’arcata orientale fu costruita il quinto mese del 22º anno del regno dell’imperatore Jia-Jing della dinastia Ming (1543), e quella occidentale fu costruita nell’autunno del 34º anno dello stesso regno (1555). All’interno del portale si può osservare, in una vetrata, la divinità dorata del Buddha Maitreya che sorride in segno di benvenuto.
Beilin- La foresta di stele
Lo scenario è incantevole all’esterno del Tempio, mentre all’interno assomiglia a una foresta di stele. Quando si entra si è accolti da un gran numero di stele, o tavole, in perfetto ordine su entrambi i lati come per dare il benvenuto i visitatori. Un poema dal jing rizhen della dinastia Qing dice: “Le antiche stele riempiono il cortile come per allargarsi nel cielo. Alcune alte, alcune corte, alcune fini o slanciate, tutte portano grandi ricordi. All’ombra dei pini della terra mistica.Che ci si creda o no,molte di queste iscrizioni son state fatte a mano da grandi Maestri” Le iscrizioni di queste stele costituiscono un materiale prezioso per lo studio di questo Tempio.
Bei-lang- Il corridoio di stele
E’ l’adiacente corridoio dove sono state erette, a partire dalla dinastia dei Qi Settentrionali (550-589 d.C.), più di cinquanta tavole di pietra preziose .Nel corridoio di stele si può trovare una stele del periodo della dinastia Tang, scritta a mano dall’imperatore Lishimin.
Chui-pu Tang -Sala del Kung-fu
Sulla sinistra della foresta di stele si trova una corte quadrangolare tradizionale dell’architettura cinese: la Chui-pu Tang , o “Sala del kung-fu” . Essa fu costruita nel 1984. Nel corridoio della corte, che occupa un’area di 870 metri quadri, si trovano 236 sculture di legno e di terracotta, riunite in quattordici gruppi che illustrano la storia e le Arti Marziali del Tempio Shaolin. Due gruppi: Tso-Chan (sedere in meditazione) e Pao-Jing (recitare le scritture circoambulando il Signore Buddha) mostrano la vita religiosa dei Monaci; altre illustrano il metodo fondamentale di addestramento e le particolarità tecniche degli stili principali dello Shaolin-kung-fu e infine un gruppo di statue ricorda i meriti dei Monaci guerrieri Shaolin nella storia della Cina, come ad esempio le statue dei tredici Monaci che salvarono l’Imperatore della dinastia Tang, usando soltanto il bastone come arma; quelle della spedizione comandata da Xiao-Shan e del Monaco Yue-Kong che oppose resistenza contro gli invasori giapponesi.
Taiwang dian-la Sala dei re celesti
Appena fuori dalla foresta delle stele, davanti alle sale Daxiong e Cangjing Ge, si trova la Taiwang dian, la Sala dei Re Celesti, denominata anche le “Tre grandi sale”, sul cui muro esterno, nel periodo della dinastia Qing, era appeso un cartello con sei caratteri cinesi che significavano: “Genuino luogo di nascita del Buddhismo”.In accordo alla “Storia del Tempio Shaolin”, prima dell’incendio del 1928 c’erano due gruppi di statue all’interno della Sala, due vajras (assistenti guerrieri di Buddha) di fronte alla porta e quattro re celesti come guardiani dietro la porta. Nella recente ricostruzione tutte le statue sono state restaurate. I quattro re celesti sono deva o esseri divini che, in accordo alle scritture Vediche e alla dottrina Buddhista, abitano sul monte Sumeru come guardiani del primo di una serie di sette sistemi planetari e sovrintendenti di uno dei quartieri del mondo.Chiguo il “Guardiano dello Stato”, vestito di bianco con in mano un pipa (Liuto cinese), sta ad est; Guang-mu l’“Acuto veggente”, vestito di rosso con una corda di seta rossa nella mano, sta ad ovest; Zheng-zhang, il “Protettore della crescita”, vestito di nero che porta una spada, sta a sud e Duowen il “Protettore della conoscenza”, vestito in verde che sostiene un pilastro di pietra, sta a nord.
Zhong lou-La torre della campana
Oltrepassata la Sala dei Re Celesti sulla destra c’è la Zhong lou, “La torre della campana”, uno degli edifici più alti del Tempio.Quando la torre fu bruciata, la campana originale, alta due metri e larga 1,70, spessa dai quattro ai dodici centimetri dalla cima alla base e pesante 5500 chili, che secondo l’iscrizione incisa fu installata nel 1204, cadde a terra rompendosi; perciò adesso riposa vicino alla nuova torre riedificata. In accordo alla “Storia del Tempio Shaolin”, la campana poteva essere udita a trenta li (quindici chilometri) di distanza. Nelle rovine della torre della campana ci sono altre due reliquie.Una è la statua alta 175 centimetri, di Ksitigarbha rasato seduto a gambe incrociate su un piedistallo a forma di loto, col kasaya sulle spalle e il petto scoperto.
L’altra è una tavola chiamata “Iscrizione sulla fusione della divinità di bronzo di Maitreya”, situata nell’angolo nord-est della torre. Il cartello informativo afferma: “La torre della campana è un padiglione spazioso con quattro strati di grondaia. È una delle più grandi strutture del Tempio, alta più di 33 metri. La costruzione originale fu distrutta nel 1928 e ricostruita nel 1994 sulla base del modello antico. La campana appesa nella torre pesa circa 6500 chili. La divinità della Bodhisattva Dizang (Ksitigarbha), alta un metro e settanta e pesante più di 5000 chili, fu installata nel primo anno dell’Imperatore Hong-Zhi della dinastia Ming.”
Tai-zong Wenhuangdi YushubeiTre religioni e nove scuole
Tra le due torri ci sono cinque pietre commemorative, erette in fila. La prima iscrizione riguarda la riparazione del Tempio Shaolin nel 1829, ad opera di Yang-Guozhen; la seconda il rinnovamento della “Sala dei Mille Buddha” nel 1776, sotto la cura di Zhen-Youreng. La terza iscrizione è una poesia chiamata “Ode al monte Song-shan e al Tempio Shaolin”, scritta da Wang-Shanjong, durante la dinastia Ming mentre la quarta tavola illustra Damo che guada il fiume Chang-Jiang (Yang-Tze) su un bastone e la sottomissione del demone Zong-Kui, dipinte da Lang-Jianting nel 1624. La quinta tavola è molto importante per lo studio della storia del Tempio Shaolin, si tratta di un libro Imperiale che riguarda la genealogia disciplica delle cinque scuole dell’Ordine Buddhista Chan, partendo da Bodhidharma. Nelle 728 d.C, una iscrizione memoriale, conosciuta come Tai-Zong Wenhuangdi Yushubei, composta di 38 linee, di otto caratteri cinesi ciascuna, fu eretta vicino alla torre della campana del Tempio dove oggi vi è anche la stele Hunyuan San-Jian jiu-liu tuzan beike, “tre religioni e nuove scuole”. Il testo fu dettato dall’imperatore Tai-Zong, la cui firma autografa si trova nella quinta linea, durante la sua visita Monastero, il trentesimo giorno del quarto mese lunare del quarto anno della dinastia Tang (621). Il documento glorifica i Monaci che lo aiutarono a sconfiggere Wang-Shichong e riporta il testo dei documenti Imperiali promulgati a favore del Tempio Shaolin in quegli anni (621,625,632 e 723) e gli eventi storici relativi al Tempio, dalla sua fondazione al regno dell’Imperatore Xuan-Zong (712-742).
Gu-lou-La torre del tamburo
A nord-ovest della Sala Tianwang, di fronte alla torre della campana, si erge la Gu-lou, la “Torre del tamburo”, costruita originariamente nel 1300, sotto il regno dell’Imperatore Cheng-Zong della dinastia Yuan. Dopo che il fuoco distrusse le colonne di pietra intagliate, rimasero i piedistalli e la soglia di pietra. In accordo alle testimonianze delle antiche iscrizioni le dimensioni, la forma e gli affreschi della costruzione, erano più grandi e magnifici prima che venisse distrutta. All’interno della torre c’è un’immagine di Buddha e il cartello informativo afferma: “La torre del tamburo fu costruita nella dinastia Yuan, distrutta nel 1928 e ricostruita nel 1996 sul vecchio modello. All’interno della torre si trova il più grande tamburo fatto la mano di tutta la Cina. Quando il tamburo e la campana suonano simultaneamente, possono essere uditi a più di trenta li di distanza.
Jinnaluo TangLa sala Kimnara
Ad est della sala Daxiong e a nord del della torre della campana è situata la Jinnaluo Tang, la sala Kimnara, una struttura a tre stanze in cui una volta erano consacrate tre meravigliose divinità di jin-na-luo (Kimnara): una di rame a sinistra, una di legno nel mezzo e una di ferro a destra. In accordo alla dottrina Buddhista, Kimnara è una delle otto divinità protettrici che a Shaolin è considerata il custode del Tempio. La sala originale fu distrutta dalla guerra nel 1928 e nel 1982 venne ricostruita e ridipinta.
Liu-Zu TangLa sala dei Sei santi
Proprio di fronte alla sala Kimnara, c’è l’edificio a tre stanze della Liu-Zu Tang, “la Sala dei Sei Santi” che presenziarono ad una udienza con Avalokitesvara (o Bodhisattva Guanyin): Bodhidharma, Hui-Ke, Seng-Jie, Dao-Xin, Hong-Ren e Hui-Neng. Le loro immagini, disposte sul tabernacolo, intorno alla divinità di Avalokitesvara, e ventinove ritratti di famosi Maestri Shaolin di varie generazioni, dipinti sui muri laterali, andarono distrutte nella guerra del 1928. Ricostruita e ridipinta nel 1982, adesso la sala conserva le immagini di giada di cinque Bodhisattva: Guanyin, Wenshu, Puxian, Dizang e Dashizhi. Su entrambi i lati sono installate immagini di terracotta colorate del fondatore di Chan-zong (Damo). Sui muri laterali della sala, vi sono le sculture in rilievo che illustrano come Damo guadò il fiume Yang-Tze su un bastone.
Daxiong baodianLa sala Daxiong
Al centro di tutte le costruzioni del Tempio, è situata la Daxiong baodian, la “Sala maestosa, chiamata anche la “Sala Centrale” o la “Grande Sala”, l’edificio a due grondaie composto di cinque stanze, dove i Monaci svolgono i loro servizi. Prima della sua distruzione nel 1928, a cui sopravvissero solo la piattaforma, le colonne di pietra e tre muri, all’interno della sala vi erano installate le divinità di Sakhyamuni, Amitayas (Amida Buddha) e Bhaisajyagura. Sull’architrave interna era appesa una insegna orizzontale con le parole: “Preziosi alberi, fragranti loti”, scritte dall’imperatore Kang-Xi nel 1704 e contro il muro c’era un’insegna Buddhista con varie armi. L’insegnaDa-xiong Baodianera situata sotto la gronda della stanza centrale. La Daxiong baodian fu restaurata durante le dinastie Ming e Qing, perciò molti i reperti risalgono a quel periodo. Una parte del muro e delle pietre intarsiate portate alla luce recentemente testimoniano che l’originale costruzione risale al 1169. L’iscrizione attuale afferma: “La “Sala Daxiong” fu distrutta dalla guerra del 1928 e ricostruita sull’antico modello nel 1985. È una magnifica costruzione con doppia grondaia e un soffitto di un verde brillante. All’interno della Sala sono installate le divinità dei tre grandi Buddha, del fondatore di Chan-Zong (Bodhidharma) e la divinità guardiana Kimnara. Inoltre sui muri laterali, vi sono le divinità di Damo e dei diciotto arhat (luohan) coperti da una lamina d’oro. La sala Daxiong è il luogo principale dove i Buddhisti shaolin svolgono le loro funzioni religiose.”
Cang-jing geLa bibblioteca
Vicino alla jinnaluo Tang si trova la Cang-jing ge, o Fa Tang, la “Sala Dharma”, costruita nella dinastia Ming (e rinnovata nella dinastia Qing) per custodire le Scritture Buddhiste, tra cui alcune antichissime incise su lamine di rame, e come luogo di predica per eminenti Monaci. La “Storia del Tempio Shaolin” afferma che: “Nel 1743, si iniziarono a conservare nella sala: le Scritture Buddhiste, la “Pietra dell’Ombra di Bodhidharma”, i libri illustrati dello Shaolin kung-fu e dei bastoni Buddhisti.” Anticamente nella sala c’era una divinità di Damo e attualmente vi si trova un grande calderone di ferro del diametro di 167 centimetri, profondo 84 centimetri, dello spessore di due centimetri, sul cui bordo spesso sette centimetri un’incisione ricorda la data della fabbricazione, nel novembre 1577 e il suo peso, 1300 jin (650 chili). Di fronte al calderone, c’è una grande macina di pietra che porta la scritta: “Costruita nel 1565”. La divinità di Buddha di giada bianca, che oggi vi si trova, fu installata dall’eminente Monaco Yang-Guang-Fo della Birmania e la maggior parte degli inestimabili testi, rinomati per il loro ineguagliabile valore culturale, sono una copia dei manoscritti originali compilati dai Monaci, durante la dinastia Qing. Una volta, esisteva anche un libro sacro, tramandato attraverso le generazioni monastiche del Tempio Shaolin, che si intitolava: “Annotazioni delle brillanti imprese militari, compiute dai Monaci più eminenti della storia del Monastero Shaolin”. Il libro era custodito in un reliquiario sull’altare della “Sala di Mahavira” e conteneva l’elenco dei nomi di numerosi Monaci eroici di Shaolin, che compirono atti di valore militare, e imprese straordinariamente insolite. Ogni anno, nel primo giorno, del decimo mese lunare, era usanza osservare: “La Festa delle Anime scomparse”, in cui l’abate, davanti ad una congregazione commemorativa di Monaci Shaolin, salmodiava tutti i nomi annotati nel libro, e ad ogni nome la congregazione eseguiva tre completi inchini, per rendere ossequio l’anima scomparsa. Questa cerimonia, incitava le nuove generazioni di Monaci, a mantenere viva la gloriosa tradizione del Monastero, sottoponendosi più sinceramente ed assiduamente all’addestramento marziale. Resterà eternamente deplorevole, il disastro che subì il Monastero nel 1928 quando, Shi Yousan incendiò il Tempio riducendo in cenere questo libro, insieme alle Sacre Scritture Buddhiste, ai manuali di Shaolin kung-fu e a tutte le preziose reliquie culturali conservate nella “Sala di Mahavira”. Nel 1992 il governatore della provincia dell’Henan, Li-Changchun, stanziò un milione di yuan per la ricostruzione della Sala Dharma, e prima della sua recente scomparsa, il reverendo Shi-Su-Shi, ha dedicato gli ultimi anni della sua vita, al recupero delle preziose memorie dell’Ordine Shaolin, compilando numerosi volumi di filosofia e di arti marziali interne ed esterne tramandate per secoli nel Monastero. Ciò è stato possibile, perché quando il venerabile Maestro entrò in Monastero, all’età di undici anni, il reverendo Shi-Zhen-Xu, suo precettore, lo adibì subito allo studio delle scritture Buddhiste e marziali del Tempio Shaolin, e giornalmente lo istruì sui codici morali del Monaco guerriero. Grazie ai suoi sforzi, la nuova generazione di Maestri, sta riportando in vita la perduta cultura marziale di Shaolin
Fang-zhangLa stanza dell’abate
A Nord della Sala Dharma si trova la Fang-Zhang, la “Stanza dell’Abate”, la residenza dove l’abate vive ed esegue i suoi doveri giornalieri, costruita durante il regno dell’Imperatore Qian-Long della dinastia Qing (1750). Nel settembre del 1750, quando visitò il monte Song e il Tempio Shaolin, l’Imperatore Gao-Zong della dinastia Qing, alloggiò in questa stanza, che da allora è anche chiamata Long-ting, “la Sala del Drago.” Nel 1386, sul lato est di fronte alla sala, fu installata una campana di ferro del peso di 325 chili, che porta incisi i nomi dell’abate Xi-An e del Monaco giapponese Shoogen. Poiché Shoogen rese servizio nel Tempio come segretario, spesso veniva chiamato il segretario Shoogen. La divinità di bronzo di Dharma installata all’interno della Stanza dell’Abate, fu regalata dai Monaci di un Tempio Shaolin del Giappone, per commemorare il patrocinio del Tempio di Henan. Sulla parte ovest della Fang-Zhang, davanti alla quale durante la dinastia Qing si ergeva un’arcata scolpita, c’è un salotto dove gli abati anziani possono riposare, e sulla lato est c’è un’altra casa chiamata in origine Kuo-Ran Tang, “Sala Tranquilla” oggi conosciuta come Jing-Zhong-Jing, (“Più tranquilla della quiete stessa”), costruita durante la dinastia Ming e ripetutamente restaurata. Sul muro sud del cortile dell’abate, vi sono più di venti pietre intarsiate dai visitatori, con immagini di Hui-Ke e di Damo con una scarpa sola; con poemi riguardanti Hui-Ke e iscrizioni che glorificano Guanyin.La Fang-Zhang fu l’ultima costruzione ad essere distrutta nell’incendio del 1928, e oggi le stanze di quell’ala costituiscono le residenze dei Monaci.
Lixue TingPadiglione dello stare in piedi nella neve
A fianco alla Fang-Zhang c’è il Lixue Ting, “il padiglione dello stare in piedi nella neve”, chiamato anche il pergolato di Dharma. Si tratta di una piccola e squisita costruzione con colonne intarsiate e una singola gronda, costruita nella dinastia Qing, per ricordare il luogo dove il secondo santo, Shen-Guang, stette in piedi nella neve alta, attendendo che Bodhidharma lo istruisse. L’altare della costruzione è consacrato ad una divinità di Damo in meditazione, sopra la quale un cartello con i quattro caratteri cinesi Xue Yin Xin Zhu, scritti dall’Imperatore Qian-Long della dinastia Qing, afferma: “La più profonda pietà ha lasciato le impronte nella neve”. Attualmente il sacrario, in cui sono conservati una campana di rame installata nel 1589, un tamburo e una ciotola per le elemosine, viene usato dai Monaci per i servizi religiosi. All’esterno della facciata orientale della costruzione, sono incastonate importanti tavolette di pietra di cui una dipinta nella dinastia Jin, riporta un’immagine di Guanyin e nella parte superiore, una Sua glorificazione composta da Su-Shi, un famoso poeta della dinastia Song, inclusa nel manoscritto di Lu-Ming nel febbraio 1192 e incisa da Shou-Bian. Sulla parte bassa del muro, c’è uno dei migliori dipinti di tutto il Tempio: l’immagine alta 60 centimetri di Guanyin, su due fiori di loto e con un japa-mala (rosario), dipinta da Zu-Shao nel 1209. C’è anche un dipinto del 1221, che illustra il secondo santo Hui-Ke e riporta inciso un verso che descrive come, per imparare l’essenza del Chan-zong e ricevere il kayasa e la ciotola delle elemosine, dimostrò a Damo la sua lealtà al Buddhismo, restando in piedi nella neve alta e tagliandosi il braccio sinistro.
Pilu Dian-La “Sala dei 1000 Buddha”
A nord del Lixue-Ting, si trova la Pilu Dian, famosa come la “Sala dei Mille Buddha”, chiamata anche il “Padiglione Pilu”, che costituisce la sala del Tempio vero e proprio, ossia il santuario, costruita nel 1588 durante la dinastia Ming, su ordine della nobile Imperatrice vedova Ci-Sheng, utilizzando materiali recuperati da altri edifici smantellati. La Sala fu riparata due volte nel 1639 e 1775, mantenendo lo stile architettonico originale. Un’iscrizione di tredici caratteri cinesi spiega: “Questa Sala dei Mille Buddha, fu rinnovata a metà dell’autunno del 40° anno del regno dell’Imperatore Qian-Long” (1775). Di fronte alla Sala vi è un’ampia piattaforma, un terrazzo con una raffinata ringhiera di pietra e due rampe di scale, in mezzo alle quali si trova una scultura in rilievo che rappresenta due draghi che giocano con una perla. Sopra l’entrata dell’atrio centrale, un cartello verticale riporta le parole: “Saggi Occidentali”. Le tre stanze centrali sono separate da divisori di legno, ognuno dei quali ha quattro porte. L’altare nel mezzo della sala è dedicato ad una divinità di bronzo del Buddha Pilu, seduto su un trono di loto. Un’altra insegna di quattro caratteri cinesi: Pha Yin Gao Ti, che significa “Sia esaltato il simbolo di Buddha”, scritta a mano dall’Imperatore Qian-Long, è stata posta sopra la divinità. Sulla parte occidentale della Sala c’era una pedana, su cui si ergeva la divinità in marmo bianco di Amida-Buddha risalente alla dinastia Zhou (1409). Anche la “Pietra dell’Ombra” di Bodhidharma veniva conservata qui. Nella sala, sono conservati 300 metri quadrati di preziosi affreschi murali che risalgono all’epoca del regno dell’Imperatore Kang-Hi della dinastia Ming (1662-1772).
L’affresco principale, i “Cinquecento arhat in pellegrinaggio a Pilu”, illustra i 500 arhat (venerabili) famosi nella storia dello sviluppo del Buddhismo Hinayana, assorti nel contemplare la forma spirituale a quattro braccia del Signore Amitabha (Lokesvara-Buddha o Visnu) mentre, si leva nel cielo, sotto i loro occhi.
La forma del Signore è qui dipinta con una carnagione blu, col capo incoronato e coperta di gioielli; avvolta in un vestito inferiore di seta gialla e in un mantello bianco; i suoi piedi poggiano su un grande fiore loto rosa e nelle mani tiene i simboli di protezione e di benedizione: una mazza, un disco, una conchiglia e un fiore di loto.
Dizang dianLa sala di Ksitigarbha
Ad ovest della “Sala dei Mille Buddha”, si trova la Dizang dian, la “Sala di Ksitigarbha”, considerato il “il vero magnanimo” per la sua famosa affermazione: “Non accetterò di entrare nel Nirvana, finché l’inferno non si svuota”. Questa Sala fu costruita durante la dinastia Qing, nello stile architettonico classico dell’epoca e ristrutturata nel 1979. Sull’altare della Sala vi sono istallate le divinità del Bodhisattva Ksitigarbha e i suoi due servitori Dao-Ming e Min-Hua.
La Sala conservava antichi affreschi murali, che sfortunatamente si deteriorarono molto tempo fa, tuttavia i dipinti dei dei “Dieci Prìncipi di Hades”, montati sui muri a nord e a sud, e l’affresco sul retro del muro, che dipingere i 24 figli della tradizione confuciana, esistono ancora.
Talin YuaCortile della pagoda
Nella parte centro-occidentale del Monastero è situato il Talin Yuan, il cortile della pagoda, costruito secondo le registrazioni storiche non più tardi della dinastia Sui e riparato durante il periodo delle dinastie Tang e Song. Ai lati del cortile esistono ancora oggi antiche pagode, costruite dal Monaco Guang-Qing nel 1088. La pagoda costruita su una base a due strati, nell’angolo nord-ovest del cortile, è una rara costruzione su piano rettangolare, larga 415 centimetri e lunga 318, che contiene due stanze. Nella stanza più bassa c’è una fra le più preziose figure di Buddha del Tempio Shaolin. la divinità in pietra alta 173 centimetri, che rappresenta il Buddha Maitreya in piedi su un fiore di loto, scolpita nella dinastia Tang. L’iscrizione della targa commemorativa, posta sul lato ovest della pagoda, descrive come la scultura sopravvisse all’“Abolizione del Buddhismo”, istituito durante la dinastia Tang. La Pagoda di Maitreya è una struttura di mattoni a forma quadrata, alta 8 metri e con dieci gronde in stile semplice. Sopra la porta della pagoda, ci sono impressi sei caratteri cinesi che significano: “Pagoda in memoria della discesa di Maitreya”.
Guanyin DianLa “Sala dell’Abito Bianco”
Ad est della “Sala dei mille Buddha”, si trova la “Sala Pai-yi” (“Sala dell’abito bianco”), dove è conservata un’altra porzione d’affreschi di 75 metri quadrati, che comprende sedici categorie di stili di lotta a mani nude e quindici gruppi di lotta con le armi, in cui sono illustrati Monaci cinesi e indiani, dalla carnagione più scura che si allenano insieme, nell’arte del kung-fu. Questi affreschi avvalorano la tesi secondo cui dei Monaci Indiani vennero ad insegnare le arti marziali, in quanto i Maestri sono rappresentati come uomini dalla pelle scura. Esistono anche affreschi che rappresentano i tredici Monaci che salvarono l’imperatore della dinastia Tang. Tutti gli affreschi illustrano bene il principio Shaolin “Chan-quan-qi-i”, la meditazione e il kung-fu furono e sono tutt’oggi ugualmente importanti nel Tempio Shaolin. Monaci dipinti negli affreschi del tempio che, in passato, gli apprendisti usavano come fossero un libro di testo per imparare i colpi mortali tra una seduta di meditazione e l’altra.
Sui muri est, ovest e nord della Sala, è dipinto un affresco di circa 320 metri quadrati, che rappresenta “Cinquecento arhat che adorano Pilu”. L’affresco è presentato in tre sezioni: superiore, media e inferiore, ognuna delle quali comprende un certo numero di figure vivide e realistiche. Si vedono alcuni arhat che domano draghi e tigri, altri che discorrono piacevolmente, alcuni con la ciotola delle elemosine intenti a pronunciare un mantra, ed altri ancora che partecipano con rapita attenzione ad un incontro col Maestro spirituale. Sebbene non vi siano riferimenti cronologici, la maggior parte degli studiosi lo considera un lavoro risalente alla dinastia Ming.
Wenshu DianLa “Sala Manjusri”
Nella Wenshu Dian, la “Sala Manjusri”, vi è installata la statua del “Grande Maestro di Saggezza”, “Wenshu”, il più Saggio fra i Bodhisvattva Buddhisti, che esibì talenti straordinari e una convincente eloquenza durante le assemblee dei Bodhisvattva. In un reliquiario a nord della sala, è conservata la famosa “Pietra dell’Immagine di Dhamo di fronte al muro”, l’ombra del patriarca rimasta impressa sulla pietra durante la sua lunga meditazione.
TalinLa Foresta di Pagode
Sulla sponda nord del ruscello Shao-xi, si trova la Talin, la “Foresta di Pagode” più grande della Cina, che copre un’area di oltre 21000 metri quadrati. Questo grande complesso architettonico, composto da 243 pagode Lamaistiche in mattoni e pietra di vari tipi (a un piano, con grondaia unica o multipla;), fornisce materiale prezioso per studiare la storia dell’architettura, dell’arte e della religione cinese. Questi monumenti funerari chiamati stupa, dagoba o samadhi, conservano ceneri e reliquie di 243 abati del Tempio Shaolin. I più antichi, costruiti nella dinastia Tang (791 d.C.), sono: una piattaforma in mattoni, che conserva simbolicamente il corpo del Buddha Sakhyamuni (replica del samadhi originale che si trova a Bodh-gaya in India), e il monumento funerario del Maestro Fa-Wan, del Tempio Jing’ai di Luoyang. Altri tre stupa furono eretti durante la dinastia Song, sei nella dinastia Jin, 40 nella dinastia Yuan, 148 nella dinastia Ming e i restanti nella dinastia Qing o in altre dinastie ignote, l’ultimo dei quali è stato eretto nel 1803. Anche eminenti Monaci deceduti recentemente, come Shi-Xing-Zhen (1914-1987), Shi-Su-Xi, Shi-Su-Yun, Shi-Han-Dang, e altri, sono stati sepolti qui. Le dimensioni di questi stupa, alti da sette piani (14.6 metri) fino a un solo metro, rappresentano generalmente il grado d’elevazione dell’abate sepolto. La forma e lo stile architettonico degli stupa, cambiarono nel corso dei secoli, fino ad assumere caratteristiche più stilizzate: quadrangolari, cilindriche, esagonali, coniche, paraboliche, ecc. Su ogni pagoda sono incise figure e iscrizioni, considerate un patrimonio culturale utile per le ricerche sull’architettura antica e sulle sculture cinesi in pietra e mattoni. La foresta delle pagode si sviluppò ,grazie al Buddhismo Chan, fino a raggiungere le caratteristiche e le dimensioni che possiamo osservare oggi.
Chuzu AnIl Padiglione di Damo
Sulla collina di fronte al Wu-Ru-Feng (il Picco delle Cinque Mammelle), confinato su tre lati da profondi anfratti, sorge il tranquillo e gradevole Chuzu An, il “Padiglione di Damo”, un piccolo complesso architettonico costruito, avvalendosi pienamente dei vantaggi topografici, durante la dinastia Song in memoria di Damo, che sedette qui in meditazione per quasi dieci anni. L’iscrizione “Illimitata Beneficenza”,del 1605, dice: “Questo padiglione segna il luogo dove il nostro santo Buddhista meditò di fronte al muro.”
A 80 anni, il Monaco Xing-Xa, scomparso nel 1979, pavimentò 170 metri del sentiero che conduce dal Tempio Shaolin al Padiglione di Damo, e 190 metri del sentiero che dal Padiglione porta alla Caverna di Damo. Secondo l’antica architettura cinese, lo stile del Padiglione di Damo appartiene a quello denominato: “Padiglione a nove rialzi”. All’interno del padiglione, che ha una base quasi quadrata, sovrastata da sedici pilastri scolpiti, si trova una divinità di Damo, consacrata su un altare di legno intagliato, fra quattro pilastri che presentano i ritratti dei “Re Celesti”. La “Grande Sala”, che secondo l’iscrizione su un pilastro fu costruita nel 1125, copre uno spazio di soltanto 118 metri quadrati, tuttavia attrae l’attenzione degli studiosi, perché è considerata una delle più antiche e preziose strutture in legno della provincia di Henan. Sebbene rinnovata molte volte, la sala mantiene le sue principali componenti architettoniche originali. Sui pilastri ai lati della porta anteriore, vi sono scolpiti esseri celesti (gandharva e apsara) che cantano e danzano, suonando il liuto cinese (pi-pa), il cembalo, lo sheng (tubo del vento cinese), lo xiao (flauto verticale cinese) o che tengono nelle mani ramoscelli di melograno in fiore. Attualmente il “Padiglione di Damo” chiamato anche “Tempio Imperiale femminile di Yong-Tai,” è abitato dalle Monache Shaolin, e conserva più di quaranta iscrizioni che comprendono: elogi e immagini di Damo, insegne monastiche, Testi Sacri Buddhisti in lingua sanscrita, immagini sacre come quella di Guanyin e di Hui-Neng che pianta un cipresso. Il Tempio di Yong-Tai, considerato per secoli uno dei maggiori poli culturali della Cina, e culla del Buddhismo Chan e dello Shaolin kung-fu femminile, fu più volte devastato da incendi, e vittima del tempo e dell’incuria, venne quasi dimenticato. Tuttavia recentemente restaurato, insieme alla scuola annessa, grazie alla generosità di un’imprenditrice cinese, il Tempio ha oggi riacquisito il suo antico valore culturale.
Damo DongLa Grotta di Damo
Scalando il Wu-Ru-Feng, lungo il sentiero montano a nord del “Padiglione di Damo”, si vede un portale commemorativo, la cui costruzione, decretata dall’Imperatore Shen-Zong della dinastia Ming, negli anni novanta del sedicesimo secolo, terminò nel 1604. Dietro il portale c’è la Damo Dong, “la Grotta di Damo”, la caverna dove Damo meditò per nove anni. Di fronte all’ingresso vi sono tre caratteri cinesi; Mo-Xuan-Chu, che significano: “Dove la mediazione conduce alla meraviglia”, scritto a mano da Hu-Bin, un letterato di corte. Sul retro Du-Jin-Xi ha scritto: Dong-Lai-Zhao-Ji, che significa: “Lui venne su questa montagna orientale e vi lasciò i suoi meriti.” Entrambe le iscrizioni sono decorate con due draghi che giocano con una perla e altri disegni geometrici. Fuori dalla caverna ci sono tre stele di pietra, erette rispettivamente nel 1605 (dinastia Ming), nel 1737 (dinastia Qing) e nel 1917. La caverna, scavata sull’orlo di una rupe, è larga tre metri e profonda dieci, e all’interno si conservano le figure in pietra di Bodhidharma e dei suoi primi discepoli: Hui-Ke, il secondo antenato; Seng-Chan il terzo antenato e Tao-Hsin il quarto antenato. L’accesso alla grotta, situata a mille metri, è reso possibile da una lunga scalinata, che i Monaci percorrono ogni mattina per rendere omaggio ai patriarchi, e dopo essersi prostrati in segno di rispetto, si dedicano alla meditazione in questo santo luogo. In seguito si esercitano nelle arti marziali sulla sporgenza montana larga tre metri, all’esterno della grotta.Meditando di fronte ad un muro di roccia per nove anni, Bodhidharma lasciò misticamente impressa sulla roccia la sua immagine così dettagliata, che sono ancora visibili le pieghe del suo vestito. La comunità monastica di Shaolin chiama quest’effige: “L’immagine di Bodhidharma in meditazione” e la grotta, “La caverna che testimonia la contemplazione creativa di Bodhidharma”. Durante la dinastia Ming, un abate Shaolin propose, che l’intaglio di Bodhidharma in meditazione venisse estratto dal muro di roccia in un blocco unico, e trasportato e nella “Sala Commemorativa di Bodhidharma” nel Monastero, in modo che potesse essere adorata come reliquia sacra,
Il dipinto che attualmente orna la parete destra della grotta, indica il luogo da dove fu estratta la “Pietra dell’Ombra”. Il seguente poema intitolato: “Visitando la Caverna di Damo sul Picco delle Cinque Mammelle” fu composto dal poeta Cao-Wen-Heng in glorificazione della grotta e del suo Creatore: “Chi fu Colui che scavò la grotta nel Picco delle Cinque Mammelle, dove Damo poté contemplare la pace suprema? Essa si trova così in alto, oh, vicino alle stelle, al di sopra delle fluenti nuvole. Sebbene i tempi possano cambiare, la grotta con i suoi voti e i suoi meriti, non cambia mai. Osservando dalla rupe, nel centro c’è il Tempio Shaolin.” Si dice che molto tempo fa, sul monte Song-shan c’era una caverna abitata da un drago, e che quando Damo vi entrò per meditare, il drago ardente indietreggiò cadendo dal crepaccio. La gente presume che la superficie di pietra ondulata nella caverna, sia dovuta ai movimenti contorti del drago, e sostiene che esista ancora ad ovest della caverna, una rupe chiamata Yang-Long-Ya (dirupo del drago).
Sulla montagna, qualche passo più in alto della grotta, nel 1997 fu erettauna grande statua di Damo fatta di marmo bianco, e da quel punto del Wu-Ru-Feng è visibile, sulla destra nella vallata, l’Hotel “Shaolin Wushu”.
南无阿弥陀佛